LE QUALITA' DELLA PASTA   ALIMENTARSI IN MODO SANO: COSA SIGNIFICA?
Non esistono segreti: la bontà della pasta fresca è intimamente legata alla qualità dei suoi ingredienti; il grano duro e la freschezza delle uova sono l'essenza di un buon prodotto; le regole del sapere artigiano fanno poi il resto. Ma quali sono le caratteristiche che ci permettono di riconoscere la pasta di qualità?

Nel nostro Paese, per l'impasto viene utilizzata solo la "farina di grano duro" (o anche miscele di farine, sempre però di grano duro), riconoscibile in quanto, dopo la cottura, dà origine ad una pasta più consistente e più saporita di quella fatta con la farina di grano tenero. Infine, la qualità della pasta a volte può essere deteriorata anche dalla conservazione, la quale dovrebbe avvenire in luoghi freschi ed asciutti.

Molte delle sue qualità sono ignorate o non conosciute con sufficiente chiarezza: la pasta è un alimento molto equilibrato: con 100 gr. vengono fornite pressoché 350 calorie e il 10-12% circa è rappresentato da proteine di origine animale; se cotta al punto giusto, la pasta è facilmente digeribile mentre, se troppo cotta, l'amido che ne forma la principale sostanza, subisce delle modificazioni, tali da ritardare il processo digestivo.
Gli unici suoi limiti nutritivi sono rappresentati dalla mancanza di grassi e di aminoacidi.
Rimediare è semplice: per apportare una giusta quantità di grassi, è sufficiente condire la pasta, chiaramente senza esagerazione, con un buon condimento, mentre per apportare gli aminoacidi, per forza di cose bisogna ricorrere all'aggiunta di alimenti che contengano proteine di origine animale; per cui sarebbe opportuno associare la pasta con il tonno, oppure con della carne (non troppo grassa), o con del formaggio oppure con delle uova. In questo modo il piatto, dal punto di vista nutrizionale - proteico, è completo.
Ma allora quanto vale un piatto di pasta asciutta?
 


Negli ultimi 30/40 anni, il modo di alimentarsi è profondamente cambiato poiché, grazie allo sviluppo dell'economia e all'aumento delle risorse economiche, la popolazione tendenzialmente è portata a consumare generi alimentari meno indicati in quanto più ricchi, che in precedenza erano considerati costosi e difficilmente reperibili sul mercato, a tal punto da provocare delle carenze alimentari.

Tuttavia, l'incremento di maggiori varietà di alimenti, ha indotto i consumatori a mangiare più del necessario, con la conseguenza di esporsi a malattie e disturbi alimentari come l'obesità, l'ipertensione, diabete e tante altre. Quando gli scienziati americani, negli anni '70, scoprirono la "dieta mediterranea", diedero grande risalto alla prevenzione di alcune patologie tipiche della società industriale che faceva abuso di alimenti grassi, di carboidrati e di proteine. Infatti, grazie ad essa, vennero inseriti nell'alimentazione quotidiana, pasti poveri di calorie, ma ricchi di alimenti la cui origine e' vegetale come: pane, riso, pasta e ortaggi, olio d'oliva, frutta e verdura, riducendo il consumo di alimenti animali dando la preferenza al pesce e alle carni bianche del pollo e del tacchino.

Concludendo: grazie a approfonditi studi, alimentarsi in modo sano significa non eccedere mai nella quantità e seguire le tradizioni secolari della Dieta Mediterranea, scegliendo con cura cibi freschi, naturali e genuini.
 
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